Anche quest’anno è fatta!
Il torneo e stato portato a termine e tutti si sono divertiti (allievi, staff, e credo anche i genitori).
Ma cos’è questo Trofeo Than Dong?
Non solo una competizione ma un momento per stare tutti insieme, adulti e bambini.
È un modo per mettersi alla prova. I bambini affrontando percorsi a ostacoli e incontri di fighting ball. Gli adulti, tenendo a bada questi concentrati di energia ed euforia, trovare un modo per farli stare buoni. Non troppo però, altrimenti poi si “ammupiano” (deprimono e/o annoiano fino ad addormentarsi) e passa loro la voglia di partecipare ai “giochi” e non è questo lo scopo della giornata.
Li definisco “giochi”, perché secondo me (sono arrivato da poco e magari non ci ho capito nulla), i bambini che partecipano, lo fanno per divertirsi. Le prove che affrontano per loro sono giochi, anche se sono studiati e progettati per prepararli alle gare vere, dentro e fuori del quadrato.
In fondo, credo che lo scopo del Viet Vo Dao sia prepararti alle sfide che dovrai affrontare nello sport, ma anche nella vita quotidiana; farti crescere e maturare fortificando il carattere e fornendo sani principi.
Per quanto riguarda il Trofeo, è andato tutto secondo i piani del Maestro Maurizio.
Sveglia ore 06.30 e ritrovo ore 07.00 ancora “incomati” di sonno.
La palestra si allestisce come al solito… si montano i quadrati, si distribuiscono le magliette allo staff, qualcuno monta le strutture in plastica della gara ad ostacoli – non senza sbagliare e rimontare tutto almeno cinque o sei volte prima di farlo in modo corretto. Insomma, tutto come al solito.
Dopo il montaggio, come accade negli ultimi anni, i cornetti di “Valterissimo” e un caffè (altrimenti non si va avanti).
Poi arrivano i bambini…
Mentre normalmente ci vogliono le cannonate per farli alzare dal letto e convincerli ad andare a scuola, in questo caso è tutto il contrario. Come mi ha detto uno dei genitori ridendo, il figlio era sveglio dalle 5.30 saltando sul letto tutto elettrizzato.
Tutti in riga per il saluto e si parte.
In questo caso non sono mancate le sorprese. Incontri serrati ma leali, e con lo stupore di tutti, incredibili tecniche segrete – improvvisi salti sul quadrato per confondere il proprio avversario e poi attaccare di soppiatto…
A seguire gli incontri stop-point per i più grandi. A questo punto le cose si sono fatte serie, e i piccoli atleti hanno dato vita a un vero spettacolo.
Qualche minuto per smontare i quadrati e per allestire il percorso a ostacoli e si riparte!
Tra cori e incitamenti, tante squadre di piccoli campioni (dai nomi più classici delle proprie scuole, a quelli più particolari come tartarughe ninja o power rangers) hanno dato il massimo e portato a termine i percorsi nel minor tempo possibile.

Dopo le gare, premiazione e saluto finale.
Ora i bambini possono tornare da mamma e papà che li accolgono contenti, orgogliosi e consapevoli che hanno dato il loro meglio e agli organizzatori rimasti il compito di smontare tutto.
Poi tutti a mangiare una pizza (o a lavorare nel caso di Davidigno, il commesso che Treviso non merita, ma quello di cui Treviso ha bisogno) e a progettare un pomeriggio insieme, parlando di bowling, cinema e quant’altro.
Ad ogni modo, finito il pranzo, tutti decisamente stanchi siamo tornati a casa e, come si dice dalle mie parti, nell’estremo norde, ti salutu per’i ficu (letteralmente ti saluto albero di fico, espressione usata per indicare che non c’è più niente da fare), e il divano di casa ha vinto sui buoni propositi di uscire.
Tirando le somme, credo che sia andato tutto per il meglio. Sempre carichi e pronti per il trofeo del prossimo anno, con nuovi partecipanti e soprattutto nuovi ragazzi che entreranno a far parte dello staff.
Domenico Spagnolo

Mi è piaciuto, bravo!